L’Italia al voto: militanza, tifoseria e indifferenza nell’ età della democrazia.

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Riporto qui di seguito le parole del Presidente della Soka Gakkai Internazionale (associazione buddista mondiale) Daisaku Ikeda in merito al pensiero politico, tratto dal saggio di Dayle M. Bethel “La creazione di valore”.

“Se dobbiamo sviluppare una vera politica democratica per prima cosa è necessario chiarire all’ opinione pubblica le effettive condizioni della nostra politica attuale per poi elevare la consapevolezza politica di ogni cittadino. Quindi si coltiverà un occhio vigile sulla politica e spunteranno i germogli della democrazia.

La nostra non potrà essere chiamata età della democrazia finché le persone , oltre i periodi elettorali, non terranno un’attenzione costante sulla politica e la volontà della gente non si rispecchierà sempre nella politica. Se le persone eleggono dei rappresentanti che mirano a tutelare solo certi gruppi con cui hanno interessi comuni o se si aspettano questo dai loro rappresentanti, ne scaturirà una politica confusa che nuocerà all’intera società ostacolando un progresso costruttivo.Di conseguenza le masse non solo dovrebbero esigere il rispetto dei loro diritti, ma dovrebbero anche essere rese consapevoli dei loro doveri e delle loro responsabilità nella società. Solo allora si potrà stabilire  una forma ideale di democrazia.

Questi fatti mostrano che la presmessa di un governo democratico risiede soprattutto nell’autocoscienza delle persone. E’ necessario avere delle opinioni proprie e nello stesso tempo e nello stesso tempo ascoltare con ragionevolezza e modestia le opinioni opposte, mettendo in pratica i lati positivi di ambedue.

Se le persone mancano di ragionevole convinzione e di senso critico e usano la violenza della maggioranza, stanno distruggendo la democrazia con le loro stese mani. Il conflitto fra la maggioranza, che ignora la ragionevolezza e fa affidamento ai numeri, e la minoranza, che si oppone con la violenza, condurrà al degrado dello spirito democratico.In questo caso la democrazia diventa pura demagogia.

Pertanto la posizione delle masse a sostegno della democrazia è molto impotante. Bisogna che abbiano sia uno spirito indipendente sia senso civico, mente patriottica e tolleranza; m ciò che è più auspicabile per loro è una buona educazione, una salda consapevolezza e una moralità sociale. Se la politic amigliora o degrada dipende ovviamente dalla qualità ottima o scadente degli uomini politici. Tuttavia non è eccessivo affermare che nello stesso tempo la politica dipende dall’intelligenza, dalla cultura e dal senso morale delle masse. Bisogna assolutamente combattere contro ideologie o governi falsi; le masse dovrebbero autonominarsi guardiani della politica.

Seguire ciecamente le opinioni altrui senza alcuna consapevolezza o facoltà critica, abusare dei diritti pubblici basandosi sui favoritismi personali, omologarsi insensatamente come reazione a movimenti di altri ed essere sobillati da capi irresponsabili, tutte queste cose causeranno la distruzione della democrazia.

Daisaku Ikeda

In questi giorni ho potuto confrontarmi su Twitter con molte persone, in merito alla discussione politica. E’ stato un confronto costante, duro, con le opinioni più disparate. Purtroppo ho dovuto constatare che nel momento in cui c’è un interesse (e questo è lodevole, se non altro nonostante la dilagante indifferenza, indecisione e a volte ingnoranza) alla cosa pubblica, si comportano come se dovessimo assistere ad una partita di calcio. La violenza della maggioranza mista a parziale disinformazione e alla totale mancanza d’ascolto delle istanze altrui, ci regalano un panorama in cui lo spirito critico muore, inesorabilmente, anche se il soggetto politico che si sta promuovendo non è poi così indegno. 

Giuseppe Cruciani, qualche giorno fa infastidito dalle critiche piovutegli addosso dopo lo scandalo Giannino, che da giornalista ha pesantemente stigmatizzato, ha detto:” Il voto non è una medaglia che si mette al collo, le persone non possono essere bollate per ciò che votano”.Insomma non siamo allo stadio e non essere in grado di avere il giusto distacco da ciò che si ama o si odia in politica, è pericoloso. Anche perché l’amore e l’odio sono due categorie che non c’entrano niente con la politica! L’entusiasmo è sano, anche perché la politica è appassionante proprio per il fatto che coinvolge la vita di tutti, ma il senso critico, di cui parla Ikeda sembra molto distante se non del tutto sospeso, nel modo di ragionare di molti Italiani che si sentono in dovere di difendere, a spada tratta, i loro idoli, senza se e senza ma. Ripetono a pappagallo le istanze del loro beniamino senza porsi nessuna domanda.

I politici non sono rockstar sono dipendenti dei cittadini. Se non interiorizziamo il concetto per cui noi siamo i guardiani, gli avvocati del diavolo, la spina nel fianco, i veri padroni, della classe politica, il potere stesso la porterà alla degradazione e alla corruzione. In questo senso, il voto di oggi non è un punto d’arrivo. E’ l’inizio di un percorso che deve essere costantemente monitorato, criticato e osteggiato se è il caso, anche se si tratta delle stesse persone che vi sono piaciute in campagna elettorale, per fare in modo che la nostra vita possa finalmente migliorare.

Simona Urso

L’Italia al voto: militanza, tifoseria e indifferenza nell’ età della democrazia.ultima modifica: 2013-02-24T12:39:56+00:00da twiggy-75
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