Julian Assange:sesso, bugie e abusi fuori dai denti.

 

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L’odissea di Assange incastrato nell’ambasciata dell’Ecuador suscita clamore per motivi contrapposti. Si parla di diritti umani violati quando la Gran Bretagna rifiuta il salvacondotto, ma l’opinione pubblica viene costantemente sviata quando i cronisti ripetono che Assange dovrebbe essere estradato in Svezia con l’accusa di “violenza sessuale”.


Per chi ha avuto l’occasione di assistere al processo per l’estradizione in Svezia di Julian Assange non avrà potuto non rendersi conto di un elemento fondamentale. L’assurdità del processo. Tre giorni noiosissimi a parlare di due donne che, dopo avere ripetutamente avuto rapporti sessuali assolutamente consenzienti, e nel giro di poco tempo, con Assange (e qua volendo ci scatta un po’ di invidia per le prestazioni), lo hanno denunciato per stupro: in un caso, il problema è che in uno dei tanti rapporti una era mezza addormentata (le altre cinque o sei era sveglia e non sembra si sia lamentata, per cui era la modalità stand by che forse non andava a genio) e nell’altro nel non avere del tutto acconsentito ad un rapporto perché mancava il preservativo, “ma insomma ormai aveva cominciato e vabbé..”. Lo stupro quindi ci sarebbe perché non è stato effettuato un test anti Hiv nei giorni successivi. Pena: poche centinaia di euro. E questa è la versione dell’accusa. Noi non conosciamo affatto la posizione di Assange in merito. Pensa che ridere…Queste sarebbero le carte e giuro che lo sono. Tutto questo ha fruttato un mandato di cattura europeo con codice rosso, per la gioia di tutti gli stupratori in vacanza in Svezia a piede libero. Con ciò non è assolutamente mia intenzione sminuire la violenza sulle donne, in nessun modo, per cui ben vengano tutele come solo la Svezia sa offrire in merito.Quando però si rasenta il ridicolo, come in questo caso, e in termini molto più seri, si pregiudica la vita di una persona, sento che in realtà la dignità delle donne sia ripetutamente offesa: perché mi chiedo se altri casi molto più gravi, in Svezia, vengano trattati con la stessa solerzia. In questo caso immagino quindi che ci siano migliaia di mandati di cattura europei per altrettanti stupratori in giro per il mondo, ma non risulta dalle statistiche. Assange non si è mai sottratto alla giustizia svedese e il procuratore Ny avrebbe potuto interrogarlo ininterrottamente in questi due anni di arresti domiciliari in Inghilterra. Poiché, attenzione,la richiesta di estradizione non contempla un arresto, ma semplicemente un interrogatorio. Questo è agli atti. Ma non l’ha fatto. Perché? Perché è ovvio che questa gigantesca farsa mira a distruggere la libertà di espressione, di stampa e a chiudere il becco a chi divulga informazioni sgradite all’occidente democratico, che si riempie la bocca di essere paladino di principi illuminati,tratta con disprezzo e snobismo i paesi del terzo mondo, i paesi arabi, i paesi asiatici, quando in realtà il proprio sofisticato meccanismo di censura serve proprio a giustificare tutti i paesi in cui la censura è invece alla luce del sole. Questo concetto Assange lo ha evidenziato più volte nelle sue conferenze e si sta drammaticamente esplicitando quando vediamo in immagini molto semplici, ma emblematiche, quello che sta accadendo. Un esempio:un paese offre asilo politico ad un cittadino australiano e il governo britannico si permette di presentare questa scena al mondo:

 

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Se fosse stata l’Arabia Saudita, sarebbe stato unanime lo sconcerto nei confronti di uno schieramento di poliziotti che, illegittimamente, si schiera innanzi ad un’ambasciata straniera, pronto ad arrestare un cittadino a cui è appena stato offerto asilo. Invece tutto ciò è assolutamente normale, in un mondo in cui la giurisdizione anglosassone è arrogantemente e tacitamente superiore alle altre, in virtù di non si sa bene quale regola non scritta. E’ oltremodo evidente la bava alla bocca degli Usa che fanno dire alla Svezia che non estraderebbe mai un cittadino in un paese in cui ci sia la possibilità di essere condannato a morte! Come se non ci fosse la pena di morte negli Stati Uniti e come se gli stessi ammettessero candidamente di volere Assange per giustiziarlo (cosa per altro già auspicata da diversi “illustri” esponenti politici americani). Si spera quindi in un esito dignitoso, in cui eventualmente ci sia un’estradizione, ma solo per il processo in merito alla Svezia, senza che gli Stati Uniti continuino a comportarsi come si fa nel classico stile mafioso, ovvero: i torti non si dimenticano e si pagano con la vita. Piuttosto cerchino di perseguire chi spara ai civili inermi da un elicottero a Baghdad e consentano ad Assange di ripulirsi il nome, perché, fino ad ora, non abbiamo avuto il piacere di sentire con le nostre orecchie le accuse di queste due Maria Goretti che hanno messo in croce un uomo di valore e qualche nazione del mondo, confermando che, insomma, il carro di buoi è sempre secondo in classifica anche nel 2012. 

Simona Urso



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